Acquaviva Picena è una bellissima cittadina delle Marche, non distante da San Benedetto del Tronto. La sua storia ha radici lontane nel tempo e affondano ai tempi del Medioevo. La sua struttura conserva ancora oggi i tratti suggestivi della città - fortezza con mura di difesa, il castello, principale attrattiva del luogo e le torri. Il castello ha una pianta a quadrilatero con una corte centrale dove ai lati si impongono i già citati torrioni ed è stata sede della famiglia degli Acquaviva per un lungo periodo. Acquaviva sorge su una zona collinare in prossimità del mare e dall'alto domina in maniera suggestiva l'intero panorama circostante. Le viuzze del centro storico conservano i tratti caratteristici di un passato che continua a rivivere nel presente. La via principale è via Marziale che giunge fino a Piazza del Forte dove si erge la fortezza e proseguendo si giunge a Piazza San Nicolò, anch'essa degna di nota. Una cittadina piccola ma deliziosa, testimonianza di un passato prezioso.
mercoledì 11 novembre 2009
Acquaviva Picena
Acquaviva Picena è una bellissima cittadina delle Marche, non distante da San Benedetto del Tronto. La sua storia ha radici lontane nel tempo e affondano ai tempi del Medioevo. La sua struttura conserva ancora oggi i tratti suggestivi della città - fortezza con mura di difesa, il castello, principale attrattiva del luogo e le torri. Il castello ha una pianta a quadrilatero con una corte centrale dove ai lati si impongono i già citati torrioni ed è stata sede della famiglia degli Acquaviva per un lungo periodo. Acquaviva sorge su una zona collinare in prossimità del mare e dall'alto domina in maniera suggestiva l'intero panorama circostante. Le viuzze del centro storico conservano i tratti caratteristici di un passato che continua a rivivere nel presente. La via principale è via Marziale che giunge fino a Piazza del Forte dove si erge la fortezza e proseguendo si giunge a Piazza San Nicolò, anch'essa degna di nota. Una cittadina piccola ma deliziosa, testimonianza di un passato prezioso.
Le piccole isole d'Italia
Tra le piccole isole oltre alle celebrate Ischia e Capri, mete d'elezione di molti vip internazionali, o alle magiche Eolie, dove le ascetiche Alicudi e Filicudi convivono a breve distanza dalle mondane Panarea e Stromboli, sono altrettanto degne di nota ma sicuramente un po' meno decantate le isole dell'arcipelago Pontino, paradiso dei sub, la solitaria Ustica, spersa nel Tirreno, le lontane Egadi, dove si ripete da millenni il rito della caccia al tonno e le minuscole Tremiti.
Cosa visitare ad Adria
Adria è una piccola ma accogliente e suggestiva cittadina del Veneto. Il Mar Adriatico deve il suo nome a questo antico insediamento le cui origini, come attesta il ritrovamento di frammenti di vasi greci disseminati tra palafitte, si fanno risalire al VI secolo a.C. Caratteristica singolare della città è la presenza del lungo Canale navigabile, il Canal Bianco che influisce sulla struttura urbanistica del territorio: inevitabilmente, le strade e le case sono disposte in maniera parallelea e perperndicolare rispetto al suo andamento. Tra le sue bellezze artistiche e monumentali spiccano senz'altro le due Cattedrali ubicate in Piazza Garibaldi: la prima, intitolata ai santi Pietro e Paolo, del XIX secolo, si erge accanto al campanile seicentesco e accoglie al suo interno opere appartenenti alla scuola veneta e un bassorilievo bizantino; la seconda, di origini più antiche, è nota per la presenza di una fonte battesimale ottagonale e una cripta che ospita affreschi bizantini. Attualmente Adria è nota soprattutto per il suo autodromo, una pista lunga 2.702 metri, con un tracciato che può essere configurato in tanti piccoli circuiti indipendenti e una carreggiata larga 12 metri.
giovedì 15 ottobre 2009
L'Abbazia di Cassino
Cassino sorge a 40 metri sul livello del mare ed è una località nota soprattuto per la rinomata Abbazia di Montecassino, edificata sull'omonimo monte e immersa in un panorama singolare e suggestivo tra antichi boschi secolari. Il suo antico nome era San Germano, il nome odierno è indiscitibilmente legato alla figura di San Benedetto da Norcia che nel 529 fondò l'Abbazia, sul luogo dove sorgeva un antico Tempio intitolato ad Apollo. Il santo giungendo nel territorio vi trovò, infatti, una popolazione dedita al culto pagano e si impegnò nella cristianizzazione. Fu proprio nell'Abbazia che scrisse la Regola, redatta in 73 capitoli, istituendo l'obbligo dell'ora et labora, ossia prega e lavora. L'Abbazia rispecchia nel suo impianto architettonico le intrinseche caratteristiche della sua fondazione. Ogni Abbazia funge da esperienza monastica e la struttura deve contribuire all'incontro tra l'uomo e Dio. Al suo interno possiede tutto ciò che è indispensabile per la sopravvivenza: l’acqua, il mulino, l'orto e le strutture per le varie attività di lavoro, così che i monaci non abbiano la necessità di oltrepassarne le mura. Le testimonianza storiche dimostrano che il primo impianto della struttura, aveva la Chiesa come centro della cittadella monastica e attorno ad essa si sviluppavano, come accadeva per i modelli orientali, tutti gli altri edifici, con l'innovazione del chiostro. La seconda Guerra mondiale e i terremoti hanno lasciato ben poco delle origini, ma sono ancora visibili in tutto il loro splendore la Basilica, la Loggia del Paradiso, i tre grandi chiostri e la Biblioteca.
mercoledì 14 ottobre 2009
Montepulciano
Montepulciano, anticamente chiamata Mons Politianus, ha dato i natali a Agnolo Amborgini, detto il Poiliziano, proprio dalla derivazione latina dell'antico nome della città. Una splendida località in provincia di Siena che offre incantevoli bellezze naturalistiche, situata in altura tra la Val d'Orcia e la Val di Chiana. Le sue radici storiche affondano al tempo degli Etruschi e all'età moderna si devono le sue bellezze artistiche, soprattutto risalenti al periodo rinascimentale. Da visitare: la nota Piazza Grande che ospita gli altrettanto noti Palazzo Comunale, risalente al trecento; Palazzo Cantucci del cinquecento; Palazzo Nobili, realizzato interamente in travertino e Palazzo del Capitano del popolo anch'esso datato nel '300. Sulle pendici del colle sorge la Chiesa di San Biagio con un impianto a croce greca e sormontata da una cupola. Le viuzze del luogo, incantevoli nella lora antica bellezza, ospitano numerose trattorie che ripropongono le antiche tradizioni delle massaie con gusti e aromi del tutto singolari.
La Costiera Amalfitana
Amalfi è il nucleo principale della nota costiera amalfitana, da cui appunto prende il nome quel tratto di costa delimitata a ovest da Positano e a est da Vietri sul mare. Percorrendo le lunghe strade tortuose che seguono l'andamento della costa, dando vita ad unico belvedere, si possono ammirare le straordinarie bellezze naturalistiche tra cui spicca il verde di una natura selvaggia e rigogliosa, l'azzurro intenso di un mare cristallino, il dorato della sabbia finissima che contradistingue le spiegge. Ad Amalfi, le cui origini si attestano all'epoca della dominazione romana, si possono visitare oltre al particolare centro storico, il Duomo realizzato in stile romanico a cui si giunge dopo aver percorso una lunga e ripida scalinata e il Chiostro del Paradiso, esempio di stile gotico con archi e colonnine.
martedì 13 ottobre 2009
La grotta della Zinzulusa
La grotta della zinsulusa è una delle più chiare manifestazioni del fenomeno carsico nel salento. Situata nel tratto di costa che congiunge Santa Cesarea Terme a Castro Marina, deve il suo nome alla presenza, al suo interno, di numerose stalattiti e stalagmiti che in dialetto salentino vengono chiamate "zinzuli" ovvero stracci quasi a voler ricordare nella forma, quei particolare tessuti.I primi studi scientifici della grotta risalgono al 1922 in coincidenza con l'intensa opera di raccolta e catalogazione delle specie vegetali ed animali presenti nelle parti più profonde della grotta.
Oltre all'interesse biologico, la zinzulusa è nota per il ritrovamento di resti di manufatti che paiono risalire al neolitico e al paleolitico sino a giungere all’epoca romana.
Entati nella grotta si possino ammirare 3 parti: nella prima parte si ammira una grande varietà di stalattiti e stalagmiti; proseguendo si giunge in una cavità denominata Duomo, dove il fenomeno dello stalagmitismo si attenua ed infine nella parte finale si ritrova il fenomeno delle acque denominate “Cocito”, ossia una stratificazione di acque salmastre e calde verso il basso e dolci e fredde in superficie.
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